FIRENZE 13-14 MAGGIO 2023
NH Collection Palazzo Gaddi
Via del Giglio, 9
L’ANALISI JUNGHIANA
TRA RICERCA E PRASSI TERAPEUTICA
SEZIONE TOSCANA
PRESENTAZIONE
La psicologia analitica o complessa, a più di sessanta anni dalla morte del suo fondatore Carl Gustav Jung, riscuote un crescente interesse di studiosi e clinici. Jung aveva iniziato la sua carriera come psichiatra accademico e mantenne sempre la mentalità del ricercatore, anche indicando ai suoi allievi ampi settori da approfondire. I suoi suggerimenti sono stati seguiti con molto ritardo: solo negli ultimi decenni sono state compiute specifiche ricerche con metodi quantitativi e qualitativi su alcuni aspetti della psicologia analitica e, nei paesi di lingua tedesca, sono state studiate la psicoterapia junghiana e la sua efficacia. La persistente riluttanza ai metodi scientifici deriva comunque da molteplici cause, fra cui l’appartenenza del pensiero junghiano a una tradizione olistica che mal si concilia con l’approccio riduzionistico che domina il mondo accademico e anche la psicologia clinica. Questa tradizione viene seguita soprattutto in maniera implicita, senza un preciso riferimento alle sue origini. Da qui la necessità di recuperare la genesi della psicologia junghiana nella Filosofia della Natura tedesca della fine del diciannovesimo secolo, piuttosto che ritenerla una derivazione eretica dell’ortodossia freudiana; come invece tuttora viene affermato in quella che già nel 1970 Henri Ellenberger definì una leggenda. Lo stesso Jung per tutta la vita attribuì alla natura un valore fondamentale, tanto da indurlo alla costruzione della Torre di Bolingen, che è stata scelta come immagine rappresentativa di questo convegno.
La psicologia analitica dimostra dunque una specifica modernità nell’essere pronta a recepire le attuali esigenze ecologiste, che si traducono nella necessità dell’essere umano contemporaneo di trovare un equilibrio interiore fra tecnologia e natura. In generale, il nuovo corso della storiografia junghiana – con studiosi come Thomas Arzt, Paul Bishop, Sonu Shamdasani ed Eugene Taylor – ha dimostrato l’indipendenza delle idee di Jung da prima che egli entrasse in contatto con la psicoanalisi. Il convegno si pone dunque l’obbiettivo di affrontare il tema della specificità della psicologia analitica rispetto alle altre teorie psicodinamiche e a differenti orientamenti terapeutici. E’ stato suddiviso in tre sessioni: nella prima verranno delineati aspetti teorici; la seconda intende evidenziare le caratteristiche del metodo terapeutico che deriva dal pensiero junghiano; la terza discuterà quali sono le esigenze formative per preparare i futuri analisti al suddetto metodo di psicoterapia.
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