CODICE ETICO

PREMESSA

L'A.I.P.A., nel definire questo Codice, si ispira al Codice Etico proposto dalla I.A.A.P.

I membri dell'A.I.P.A. esplicitano alcuni princip e norme di comportamento, ritenuti fondamentali nell'esercizio della pratica psicoterapeutica ispirata alla concezione junghiana della psiche, e aderiscono a questo Codice Deontologico che ha atto di responsabilità verso:

- la società italiana, dalle cui Istituzioni è stato ricevuto un riconoscimento legale per l'attività di formazione dei nuovi psicoterapeuti ed analisti;

- il pubblico degli attuali e potenziali fruitori dell'attività psicoterapeutica e formativa, pazienti ed allievi, cui deve essere riconosciuto il diritto di ricevere prestazioni adeguate da persone di cui siano garantite la correttezza professionale, la trasparenza, l'affidabilità e la credibilità sia in campo teorico che clinico;

- la comunità professionale nazionale ed internazionale, in particolare la I.A.A.P.

Denominando deontologico anziché etico questo Codice, l'A.I.P.A. intende evidenziarne lo spirito di rispetto delle coscienze individuali e la necessità di definire alcuni principi di comportamento professionale che rappresentino anche una qualificazione dell'Associazione nelle sue relazioni esterne, in un'ottica di solidarietà sociale.

Attraverso principi e norme di questo Codice l'Associazione intende offrire opportunità di aiuto, consulenza e prevenzione ai propri membri, agli allievi (candidati e corsisti) ed ai pazienti, al fine di contribuire a:

- tutelarne la dignità professionale e personale;

- garantire la sicurezza dei pazienti e degli allievi;

- favorire nell'Associazione un clima sereno e collaborativo il più possibile libero da ombre e, qualora ombre dovessero emergere, elaborarle in modo equanime e costruttivo.

Con questo Codice e con l'istituzione di un Comitato Deon­tologico l'Associazione intende porre i principi generali di funzionaalità/disi­funzionalità dei compotamenti profesa­sionali in relazione ad un contesto teorico ed alla prassi associativa.

In questa ottica l'attività del Comia­tato Deontologico, previsto in questo Codice, si articola su due livelli fra loro complementari: un primo, informale, con scopi di prevenzione e di consulenza verso membri dell'Associazione in difficoltà, verso allievi e verso pazienti, con funzione essenzialmente di servizio; un secondo livello istituzionale, con la funzione di attivare procedimenti formali nei confronti di membri che il Comitato abbia ritenuto responsabili di violazioni del Codice Deontologico.

Il Comitato Deontologico, inoltre, su richiesta di un paziente o allievo il cui analista o didatta abbia in corso un procedimento, si propone come punto di riferimento e di orientamento per il paziente o allievo stesso.

ARTICOLI

PRINCIPI E REGOLE
Questo Codice è rivolto a tutti i membri dell'A.I.P.A.

I principi e le regole del presente Codice Deontologico sono vincolanti per tutti i membri dell'Associazione.

I) Responsabilità verso i pazienti

a) E' cura dell'analista, all'inizio del trattamento, comunicare in modo chiaro al paziente i termini e le condizioni del trattamento stesso

b) L'analista si astiene da qualsiasi manipolazione della situazione di transfert a proprio vantaggio.

c) I rapporti di ordine economico tra analista e paziente riguardano esclusivamente gli onorari professionali.

d) L'analista non ha relazioni intime con nessun paziente nè interrompe il rapporto terapeutico a tal fine.

e) Durante il trattamento l'analista fa in modo di escludere contatti non professionali con il paziente e i parenti del paziente, considerando anche la possibilità di un prolungamento delle dinamiche di transfert e contro transfert dopo la fine del trattamento.

f) La riservatezza ed il mantenimento dell'anonimato del paziente sono di primaria importanza; cura particolare va osservata nella pubblicazione e nella presentazione di documentazione clinica, come va rispettata la volontà di un paziente qualora richieda che la documentazione a lui attinente non sia presentata o pubblicata. Discrezione deve essere usata anche nel caso in cui si rendano necessarie consulenze professionali.

g) L'analista non usa costrizione fisica nè di alcun tipo nei confronti del paziente.

h) L'analista non deve dichiarare di possedere qualifiche che in realtà non possiede.

i) L'analista non continua ad esercitare la professione qualora malattie fisiche o psichiche, oppure la dipendenza da alcool o da altre sostanze, ne possano seriamente e continuativamente sminuire l'idoneità professionale. Si consiglia inoltre agli analisti di non impegnarsi in trattamenti di analisi personale dopo i 75 anni.


 

II) Responsabilità verso gli allievi

Gli analisti didatti rispettano la dignità personale e professionale degli allievi durante ogni fase del training e non approfittano della propria autorità per coinvolgere in rapporti personali, non professionali gli allievi. Cautela va osservata anche dopo la conclusione del rapporto didattico a causa del possibile persistere di dinamiche di transfert e contro transfert insorte nel corso del training.


 

III) Responsabilità verso l'Associazione

a) La responsabilità di ciascun membro dell'Associazione cercare un aiuto psicologico in riferimento alla propria condotta contraria alla deontologia professionale.

b) Qualora un membro dell'A.I.P.A. abbia valide ragione di nutrire gravi perplessità sulla condotta professionale di un collega può chiarire la situazione parlandone con l'interessato, oppure consultandosi con il Comitato Deontologico. Nel caso in cui le informazioni su presunte infrazioni del Codice da parte di un collega siano fornite da un proprio paziente in analisi, l'analista è sollevato dall'obbligo di promuovere azioni presso il Comitato Deontologico, essendo tenuto prioritariamente a mantenere il setting e a svolgere la propria funzione di analista; qualora l'azione sia intrapresa autonomamente dal paziente, l'analista è tenuto a collaborare con il Comitato Deontologico nelle modalità da questo eventualmente richieste.

d) Il Comitato Direttivo è tenuto a garantire il buon nome e gli interessi dell'Associazione, rivol­gendosi eventualmente al Comitato Deontologico.

e) Ogni membro dell'A.I.P.A. è tenuto a collaborare con i colleghi e/o con il Comitato Deontologico allo scopo di chiarire eventuali perplessità sulla propria condotta professionale, in considerazione anche dell'importanza e della utilità di un confronto franco ed aperto per la crescita culturale e professionale dell'Associazione. II rifiuto di collaborare con il Comitato Deontologico è considerato di per sè comportamento non conforme alla deontologia.

f) Ogni membro dell'A.I.P.A. è tenuto a contribuire a creare un clima sociale sereno nell'Associazione ed a sviluppare rapporti fra colleghi improntati a reciproco rispetto e lealtà .

g) Ogni membro dell'Associazione è tenuto a tutelare il buon nome e gli interessi dell'Associazione. Egli deve evitare di assumere ruoli di responsabilità decisionali (Presidente, membro del Consiglio di Amministrazione, Direttore ecc.) in associazioni ed organizzazioni le cui attività entrino in diretta concorrenza con quelle svolte dall'A.I.P.A.. Particolare attenzione è raccomandata nell'uso dei mass-media, che va improntato alla massima cautela, in considerazione sia della dignità dell'Associazione sia degli effetti che può avere sui pazienti. Nel caso in cui un membro dell'A.I.P.A. venga accusato di fatti illegali o abbia in corso procedimenti disciplinari da parte di Ordini professionali, è suo dovere informarne il Presidente dell'A.I.P.A.


 

VI Composizione e funzioni del Comitato Deontologico

1) Il Comitato Deontologico è composto dall'assemblea dei Past President (dell'Associazione e della CAP) e si esprime a maggioranza, si attiva su richiesta scritta di un membro del Direttivo o della Cap, o in casi di gravi scorrettezze di un membro dell'Associazione. Il Comitato Deontologico è sempre in carica, delibera maggioranza dei presenti. Se un Past President ricopre una altra carica nell'Associazione decade, per il periodo in cui ricopre tale carica, dal Comitato Deontologico.

2) Funzioni

a) Il Comitato, a fronte di possibili infrazioni del Codice Deon­tologico, attiva iniziative di consulenza verso i soggetti interessati offrendo loro ogni opportunità di chiarimento e sostegno della propria posizione, e successivamente, dopo aver valutato che sussistano valide ragioni, decide di avviare i procedimenti previsti dal Codice stesso.

b) Se il Comitato ritiene che esistano gli estremi di un'infrazione del Codice Deontologico da parte di un membro dell'A.I.P.A., informa questi per iscritto, descrivendo la natura della lagnanza e tutti i fatti importanti, chiamandolo a partecipare ad uno specifico incontro del Comitato, che si terrà non prima di 30 giorni dalla notifica della comunicazione, ma non oltre i 120 giorni.

c) Il Comitato può richiedere incontri congiunti con le parti in causa.

d) Nel caso in cui, dopo una completa indagine, il Comitato concluda che un membro dell'Associazione ha commesso un'infrazione del Codice Deontologico, esso può: a) invitarlo a presentare le proprie scuse e/o a risarcire eventuali danni recati all'interessato; b) diffidarlo o ammonirlo; c) chiedergli di rivolgersi ad un collega per intraprendere una supervisione o un ulte­riore lavoro di analisi; d) proporre al Comitato Direttivo di attivare a nor­ma di Statuto procedure di sospensione o di espulsione dall'A.I.P.A.; e) decidere se divulgare all'interno dell'Associazione informazioni con­cer­nenti le decisioni assunte dal Co­mitato Deontologico.

e) Le persone implicate vengono informate per iscritto, a mezzo lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, entro tre settimane dalla decisione, sulle risultanze dei lavori del Comitato Deontologico e sulle eventuali azioni intraprese.


 

VI Appelli

a) Alle parti interessate viene notificato, nella medesima comunicazione scritta concernente la decisione del Comitato, il diritto di appellarsi contro l'azione del Comitato Deontologico. Tutte le penalità devono essere sospese in attesa della conclusione delle procedure di appello.

b) La parte che desidera appellarsi indirizza, a mezzo lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, la propria richiesta al Presidente dell'A.I.P.A. entro 45 giorni dal ricevimento della comunicazione delle conclusioni del Comitato Deontologico.

c) Le decisioni del Comitato Deontologico possono essere modificate nel caso in cui vengano riscontrati errori procedurali o recati nuovi elementi conoscitivi che le invalidino.

d) Il Presidente è tenuto ad attivare nell'Assemblea Generale immediatamente successiva l'elezione dei Probiviri in deroga all'Art. 12 dello Statuto.

e) Per le altre procedure relativamente al Collegio dei probiviri si fa riferimento allo Statuto.


 

VII Norma Transitoria

Questo Codice Deontologico entra in vigore per un periodo sperimentale della durata di tre anni, al termine del quale l'Associazione valuta l'esperienza anche sulla base di una relazione scientifica prodotta dal Comitato sull'attività svolta e decide, attraverso l'Assemblea Generale, se confermare o revisionare il Codice stesso.

"Ogni amore vero e profondo è un sacrificio. Si sacrificano le proprie possibilità o meglio l’illusione di avere delle possibilità"

"Si può riuscire a sfuggire ai propri problemi, basta guardare abbastanza a lungo da un’altra parte. Ai problemi si può sfuggire, ma è la morte dell’anima"

"L’anima è piena di lacci e insidie tese perché l’uomo vi cada, raggiunga la terra, vi sia irretito e vi rimanga legato: affinché la vita sia vissuta"

"Il terreno da cui trae il nutrimento l’anima è la vita naturale. Chi non la segue rimane disseccato e campato in aria"

"La vita eternamente mutevole dell’anima è una verità più grande, anche se più scomoda, della sicura rigidità di un unico punto di vista"

"Soltanto uomini inconsapevoli e privi di spirito critico possono illudersi di perseverare in una condizione permanente di bene"

"L’uomo in pace con sé stesso dà il suo infinitesimale contributo al bene dell’universo"

"Senza necessità non muta nulla, men che meno la personalità dell’uomo, che è tremendamente conservatrice, per non dire inerte. Soltanto la più ferrea necessità riesce a scuoterla"

"Se noi cambiamo, il mondo cambia"

"Le proprie difficoltà interiori è meglio trasferirle nella vita reale e lì trasformarle, piuttosto che arrovellarsi in inutili fantasie. Così almeno si vive, e non ci si strugge in sterili contese"

"Non vi è nulla che possa esser sacrificato per sempre. Tutto ritorna, sia pure in forma mutata"

"La conoscenza si basa non solo sulla verità ma anche sull’errore"

"Ciascuno porta avanti solo per un tratto la fiaccola della conoscenza, finché arriva qualcun altro che gliela toglie di mano"

"Una conoscenza solamente intellettuale non serve a nulla; efficace è soltanto un ricordare che sia anche un 'rivivere'"

"'Afferra' solo colui che viene 'afferrato'"

"L’uomo dovrebbe prima di tutto sforzarsi di conoscere se stesso, per poi vivere in armonia con la propria verità"

"Se l’uomo non presta attenzione ai simbolici avvenimenti del suo corpo, dovrà pagare in altri modi"

"Se si vede che una certa scintilla di luce se ne è andata dagli occhi, nel corpo, da qualche parte, c’è qualcosa che non va"

"Le persone che non sono consapevoli del proprio corpo risultano affette in misura variabile da una irrealtà esistenziale"

"Troppo corpo, e lo spirito muore; troppo spirito, e il corpo muore"

"Non è possibile accogliere ciò che parla soltanto alla mente e non anche al cuore"

"Di solito ci sottomettiamo soltanto a ciò che pensa la nostra mente e non a ciò che il nostro cuore vuole davvero o di cui ha davvero bisogno"

"Qualunque risposta univoca, cosiddetta “chiara”, si ferma alla testa, e solo in rarissimi casi raggiunge il cuore"

"Soltanto se si impara qualcosa con il cuore lo si possiede veramente"

"Il terapeuta non può cercare di eludere le proprie difficoltà curando quelle degli altri, come se egli non avesse problemi"

"Più si sa di un paziente, più ci si dovrebbe sforzare eroicamente di ignorarlo, per dare alla persona la possibilità di esprimersi"

"Il vero terapeuta non sta in disparte, ma è sempre in mezzo alla mischia"

"Non tutto si può né si deve guarire"

"Il desiderio è la via della vita. Se non ammetti di fronte te stesso il tuo desiderio, allora non seguirai te stesso, ma le strade strane che altri hanno tracciato per te. Così non vivi la tua vita, ma una vita estranea"

"L’inconscio può non solo 'desiderare', ma anche sopprimere i propri desideri"

"Ovunque ci sia la forza creativa del desiderio germoglieranno i semi propri di quel terreno. Ma non dimenticate di attendere"

"Parti importanti di noi ci aspettano nel mondo, e dobbiamo avere in sorte un particolare destino per poter sperimentare proprio quell’aspetto"

"Quando un fatto interiore non viene reso cosciente, si produce fuori, come destino"

"Chi crede di essere padrone del proprio destino di solito è schiavo dei propri calcoli"

"Mentre voi dimagrite, ciò che avete seppellito s’ingrassa. Se vi sbarazzate, negandole, di caratteristiche che non vi piacciono, i vostri diavoli ingrassano sempre di più"

"Non si può mai sapere in che forma un individuo farà esperienza di Dio"

"Come ciascuna pianta, ciascun albero si sviluppa da un seme per diventare alla fine, che so, una quercia, così l’uomo diventa ciò che era inteso che diventasse. O meglio dovrebbe diventarlo"

"Al fine di progredire a un più alto livello di sviluppo dobbiamo spesso commettere un qualche errore apparentemente tanto terribile da minacciare le nostre vite"

"Che ognuno debba cominciare da se stesso è un concetto di gran lunga troppo impopolare, e così anche qui tutto resta com’è"

"L’educazione può procedere solo dalla nuda realtà, non da un’immagine ideale e menzognera"

"Mi sembra vano voler educare gli uomini con le parole e l’istruzione. Bisognerebbe commuoverli, perché solo quelli che sono commossi possono commuovere"

"È ben strano che non ci si debba accorgere degli effetti che ha sull’uomo un’educazione che prescinde dalle discipline umanistiche"

"Ogni educatore non dovrebbe mai smettere di chiedersi se ciò che insegna abbia anche seriamente cercato di realizzarlo in se stesso e nella propria vita"

"Le esperienze non si possono mai 'fare': accadono"

"La via verso l’esperienza non è affatto uno stratagemma, bensì un rischio che esige l’incondizionato impegno dell’intera personalità"

"Bisogna fare molte esperienze importanti prima di poter percepire verso quale direzione ci stiamo avviando"

"L’esperienza è l’unica realtà che non si possa annullare con le discussioni"

"Decisione etica vi è solo là dove il conflitto è cosciente in tutti i suoi aspetti"

"Nel nostro sdegno morale scoppietta la fiamma del male"

"La fede 'legittima' risale sempre all’esperienza vissuta"

"Se si è giunti al conflitto aperto tra fede e scienza lo si deve all’intolleranza e alla ristrettezza di vedute dell’uomo. È impossibile che si instaurino dei conflitti o dei confronti tra cose incommensurabili"

"La fede può comprendere un sacrificio dell’intelletto, ma mai un sacrificio del sentimento"

"Vi sono moltissimi genitori che trattano sempre i loro figli come bambini, perché essi stessi non vogliono invecchiare, né rinunciare al loro potere e alla loro autorità di genitori"

"Sono dell’avviso che i figli si separino dei genitori il più presto possibile, appena hanno raggiunto l’età matura. I figli non appartengono ai genitori, inoltre solo apparentemente nascono da loro"

"I figli tendono sempre a vivere la vita inconscia che non è stata vissuta dei loro genitori, le cose che loro genitori hanno ignorato, non hanno usato o hanno negato, a volte anche ingannando se stessi."

"Ciò che ha un effetto veramente deleterio è che i genitori si aspettano che i loro figli facciano bene ciò che essi stessi hanno fatto male"

"Non c’è mezzo migliore di una nevrosi per tiranneggiare una famiglia"

"Piuttosto che mettersi a confronto con i propri lati oscuri si preferisce accontentarsi dell’illusione della propria rettitudine morale"

"Il miglioramento di un malessere generale comincia dall’individuo, e unicamente se egli vede il responsabile in sé, non negli altri"

"Dove il singolo venga incitato a un altruismo soprannaturale, l’interesse personale ed egoistico ricompare in forme disumane nella collettività"

"L’individualismo non è e non è mai stato uno sviluppo naturale, è invece un’innaturale usurpazione, una posa disdicevole, insolente, che spesso rivela la propria vacuità crollando di fronte alla minima difficoltà"

"Di solito si ascoltano troppo pochi bambini in tutte le cose essenziali, in tutte le cose inessenziali li si addestra a una perfezione da automi"

"Ciò che educa il bambino è il modo con il quale genitori vivono, mentre le manifestazioni verbali che si aggiungono serviranno tutt’al più a confonderlo"

"Conosco personalmente dei bambini che sono stati educati in modo troppo razionale e ai quali è stata sottratta la conoscenza del mondo delle fiabe; essi se le sono inventate da sé, chiaramente per riempire il vuoto lasciato dagli stupidi pregiudizi degli adulti"

"Puerile non è soltanto chi rimane bambino troppo lungo, ma anche chi si separa dall’infanzia e crede che ciò che vede non esista più"

"Nell’adulto si cela un bambino, un eterno fanciullo, una parte interna in continuo divenire, ma incompiuta, che richiederebbe costante cura, attenzione ed educazione"

"Una vita senza contraddizioni interiori è solo la metà della vita, o una vita nell’aldilà che però è destinata solo agli angeli"

"Amo i muri spessi, amo gli alberi e le cose verdi. E amo avere molti libri"

"Fin da piccolo avvertivo chiaramente se la gente non diceva quel che pensava davvero"

"Io uso il linguaggio dei miei pazienti, altrimenti non mi capirebbero"

"Mi sta a cuore soltanto la storia di quegli individui che intendono dare vita alle loro ipotesi"

"Non ho un messaggio da portare, una missione da compiere; mi sforzo soltanto di capire"

"Non possiamo mai dire, 'sono assolutamente libero', perché anche la nostra libertà può essere un ruolo che ci è assegnato e che dobbiamo giocare"

"Il mio non è un insegnamento fatto finito, e aborro i 'seguaci ciechi'. Preferisco lasciare a ognuno la libertà di risolvere le cose a modo suo, perché io stesso sono il primo a prendermi una tale libertà"

"Il male di cui siamo inconsci in noi stessi si introdurrà subdolamente in ciò che ci sta intorno e lì agirà"

"Chi vive la sua vita al presente è adulto. Se dunque state vivendo tutto ciò che potete vivere siete adulti"

"La mitologia contiene altrettante 'verità' di una scienza della natura; soltanto che si tratta di verità psichiche"

"È possibile lasciare un bambino all’oscuro del contenuto di antichi miti, ma non è possibile sottrargli il suo bisogno di mitologia e ancor meno la capacità di produrne"

"Quei grandi sistemi di cura della psiche che sono le religioni, consistono anch’essi in motivi mitici universalmente diffusi"

"Vi fu un tempo nel quale le enunciazioni della mitologia erano esperienze primordiali numinose"

"Le epoche creatrici di miti hanno pensato come ancora oggi noi pensiamo nei sogni"

"Oggi la gente vive sempre in attesa che domani succeda qualcosa di più interessante, sempre nel futuro, e così ci si dimentica di vivere la propria vita. Siamo troppo occupati per farlo"

"Non viviamo più di ciò che possediamo, ma di promesse"

"Così come la traiettoria di un proiettile termina al bersaglio, la vita termina nella morte, che quindi è il bersaglio, lo scopo di tutta la vita"

"Se si è compiuto il proprio dovere e assolto il proprio compito, allora si può morire, si può dire addio e scomparire"

"La natura non si è mai fatta impressionare dai buoni consigli"

"Spesso dietro la nevrosi si nasconde tutto il dolore naturale e necessario che non siamo disposti a tollerare"

"Chi non possiede fedeltà a se stesso, non si libererà mai della nevrosi"

"Anche se una nevrosi non avesse altra causa che l’immaginazione, sarebbe ugualmente un fatto reale"

"Non vi è praticamente nessuno che in un modo o nell’altro non sia costretto a rendersi conto di essere seguito da un’ombra oscura. È la sorte dell’uomo. Se così non fosse, un giorno potremmo diventare perfetti. E anche questo è un pensiero piuttosto spaventoso"

"L’uomo senz’ombra è il tipo di uomo statisticamente più frequente, che vaneggia d’essere soltanto ciò che preferisce sapere di sé"

"Se però gli uomini vengono educati a intendere il lato in ombra della loro natura, è sperabile che possano comprendere meglio anche i loro simili e cominciare ad amarli"

"Le coppie di opposti non devono essere concepite come errori ma come l’origine della vita"

"Come la completezza è sempre imperfetta, così la perfezione è sempre incompleta"

"Occorrono contrasti estremi e la loro conflagrazione per ottenere successi validi e durevoli"

"Si compiono esercizi di yoga indiano di qualsiasi osservanza, si seguono regimi alimentari, si impara a memoria la teosofia, si ripetono i testi mistici della letteratura mondiale-tutto, perché non si sa affrontare se stessi"

"Purtroppo sono molte, troppe le persone che parlano dell’uomo come sarebbe augurabile che fosse, e non come in realtà è"

"È un pregiudizio supporre che qualcosa che non si è mai pensato nella psiche non si trovi"

"Ogni uomo creatore sa che il carattere essenziale del pensiero creatore è l’involontarietà"

"Dovunque l’uomo incontra qualcosa di misterioso vi proietta il proprio pensiero senza la minima autocritica"

- Carl Gustav Jung -

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