Inter(cine)visione: LadyHawke (1985)

 a cura di Stefania Cataudella

con la partecipazione di Valerio Colangeli, Alessandro Generoso, Riccardo Venci

 

Al cinema nel buio della sala si accendono le luci dello schermo che illuminano immagini organizzate in una narrazione proprio come quando, nel buio della stanza, ci addormentiamo accendendo la luce sulle nostre immagini interne che prendono forma in un sogno.

Il film Lady Hawke è un gioco costante tra notte e giorno, luce e ombra in un continuo rincorrersi alla ricerca di una continuità e una connessione tra parti per proseguire un viaggio. Seguiamo brevemente la trama come quella di un sogno…

 

Nel Medioevo Philippe Gaston, un giovane ladro riesce a fuggire dalle prigioni della fortezza di Aguillon poco prima della sua esecuzione. Durante la fuga rischia di venire nuovamente catturato ma incontra Etienne Navarre, un ex capitano della guardia, uomo solitario e temuto, che viaggia accompagnato da un falco. Navarre, battendosi contro i suoi vecchi soldati, porta Philippe al sicuro. Il giovane si unisce a Navarre nel suo cammino e scopre presto che il falco non è solo un animale, ma Isabeau d’Anjou, una donna trasformata in falco per un incantesimo. L’amore tra Navarre e Isabeau aveva infatti scatenato la gelosia del Vescovo di Aguillon, uomo malvagio e corrotto che desiderava Isabeau per sé. Quando i due amanti tentarono di fuggire insieme, il Vescovo li colpì con una maledizione che li condanna a essere separati nel tempo: di giorno Isabeau è un falco e di notte Navarre è un lupo. In questo modo non possono mai incontrarsi come esseri umani nello stesso momento. Durante il viaggio, Philippe apprende la verità e, divenendo l’intermediario tra i due amanti, decide di aiutare la coppia a spezzare l’incantesimo. Con l’aiuto di un vecchio monaco alchimista, Imperius, scoprono che l’unico modo per annullare la maledizione è durante una eclissi solare, quando giorno e notte coincidono. Il Vescovo, temendo che l’incantesimo venga spezzato, tenta di fermarli. Tra varie vicissitudini si arriva al confronto finale e, durante l’eclissi, la maledizione si spezza. Il Vescovo muore, vittima del proprio inganno e della sua ossessione. Liberati dall’incantesimo, Navarre e Isabeau possono finalmente stare insieme. Philippe, dopo averli aiutati, riprende il suo cammino, ormai cresciuto e trasformato dall’esperienza.

 

Il film appare come una potente metafora della lotta per l’integrazione degli opposti e di ciò che Jung chiama processo d’individuazione. Emergono le coppie archetipiche: Anima-Animus, Puer-Senex!

La maledizione che separa Isabeau e Navarre non è solo narrativa ma simbolicamente rappresentativa di una scissione. Il simbolismo è potente con Navarre, uomo di giorno e lupo di notte, e Isabeau, falco di giorno e donna di notte. I due protagonisti, pur viaggiando insieme sono condannati a vivere, nei momenti coscienti, l’uno all’insaputa dell’altra. Da umani non hanno memoria di ciò che accade da animali, ma permane una memoria implicita, proprio come rivelano spesso le immagini dei sogni che sintetizzano parti consce e inconsce, ma che rimangono oscure alla coscienza in presenza di un disagio psichico. Anche la coppia lupo-falco ne sottolinea ulteriormente la distanza: il lupo che vive la notte più a contatto con la terra e il falco che vive il giorno più a contatto con l’aria.  La dinamica Puer-Senex, si rintraccia prima nel rapporto tra Philippe e il Vescovo di Aguillon (Senex negativo) e poi tra Philippe ed il monaco Imperius (Senex positivo, redento).

Certamente la figura chiave e filo conduttore dell’intera narrazione è Philippe la cui fuga iniziale rappresenta la spinta verso il cambiamento, Philippe che può vedere Navarre e Isabeau nel loro aspetto umano, che ne custodisce il segreto e diventa il tramite tra i due in un ruolo cruciale che fa da fulcro al succedersi degli avvenimenti. Le vicissitudini che si sviluppano nel corso del film sono rappresentativi degli ostacoli che emergono quando il processo di individuazione si blocca: Philippe e Imperius (puer-senex) rappresentano le parti che insieme possono condurre verso una trasformazione. Philippe, con la sua astuzia e il suo coraggio, e Imperius con la sua saggezza aiutano Navarre e Isabeau a ritrovarsi sconfiggendo ciò che ha dato origine alla scissione, il Vescovo (Senex negativo) che blocca l’individuazione. Di particolare intensità una scena: durante una delle tante albe Isabeau e il Lupo sono vicini e vengono colpiti dalla luce abbagliante del primo raggio di sole, un momento che concede appena il tempo di uno sguardo. Proprio come durante un sogno quando, mentre un’immagine profonda si sta rendendo vivida, ci si sveglia! Un progresso verso l’individuazione si manifesta alla coscienza spesso mediante la comparsa di un’immagine archetipica del Sé: tra queste una delle più frequenti è la quaternità. Diverse scene, nella seconda parte del film, vedono insieme i quattro protagonisti agire come funzioni psichiche alla ricerca di una sintesi.

Il film, proprio come in una stanza d’analisi fin dall’inizio del percorso analitico, inizia con una parte che fugge dalla prigione e nella fuga incontra una parte che conduce ad un luogo sicuro (l’analista e la stanza d’analisi). Come nel percorso analitico comincia il viaggio fatto di ostacoli, di scoperte, di incontri/scontri. L’analista, come Philippe, si fa mediatore tra le parti: custodisce i “segreti” tenendo le parti scisse del paziente unite nella sua mente; si fa mediatore avviando il dialogo tra le parti e attende il momento per svelare permettendo la progressiva sintesi di dati consci e inconsci (funzione trascendente) che trasforma rendendo nuovamente possibile il viaggio verso la realizzazione di Sé.

Così come Isabeau e Navarre da una parte e Philippe dall’altra, alla fine del film posso proseguire il loro viaggio trasformati dall’esperienza, così analista e paziente alla fine di un percorso analitico procedono entrambi separatamente trasformati dal processo analitico.

 

Bibliografia 

Hauke C. & Alister I. (2018). Jung e il cinema. Il pensiero post-junghiano incontra l’immagine filmica. Mimesis

Hillman J., 1967, Puer Aeternus, Adelphi

Jung C.G., Opere. La dinamica dell’inconscio, volume 8, Bollati Boringhieri

Jung C.G., Opere. Gli archetipi e l’inconscio collettivo, volume 9, Bollati Boringhieri

 

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