La Psicologia Analitica in dialogo con l'arte

Laboratori esperienziali di psicologia analitica e processi creativi

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Il sogno giocato/risognato in gruppo

Domenica 19 Aprile

9:00 - 12:00 / SALA 1

Il Laboratorio consisterà in un’opportunità di esperienza secondo un mio set/setting gruppale che porto avanti in Italia da circa 20 anni (l’esperienza col singolo analizzando ormai rimanda alla metà degli anni ’90).

Lo attuo con specializzandi di varie Scuole di Specializzazione in psicoterapia (junghiane e post-freudiane), nonché con Colleghi didatti di una Istituzione analitica post-freudiana.

Angelo Malinconico

Angelo Malinconico

Il Laboratorio consisterà:

- Per un’ora e mezza nell’offrire l’opportunità ai partecipanti di fare l’esperienza del Sogno giocato/risognato dal singolo, poi condiviso col gruppo.

- Per un’altra ora e mezza nella condivisione di una scena costruita dal gruppo nella propria interezza.

 

Nel set/setting che propongo, già negli incontri esplorativi l’aspirante analizzando e/o il gruppo sanno della possibilità di raccontare il sogno mettendolo in scena nel vassoio con la sabbia, ancor prima di averlo esposto in forma di narrazione verbale, decidendo in autonomia se accompagnare o meno con la parola ciò che producono. Poi racconteranno il sogno così come riportato nella forma trascritta.

Fui smosso in questa ricerca, ormai diventata prassi utilizzata da tanti colleghi (il primo a gratificarmi fu proprio il mio maestro Paolo Aite), dai quesiti che molti anni fa hanno stimolato la mia curiosità e mi hanno spinto a sperimentare ciò di cui parlo:

- Cosa accade al sogno sognato, nel percorso che lo conduce dall’esperienza notturna alla riproduzione verbale nella stanza d’analisi?

- Siamo certi che sia la parola il veicolo migliore per la condivisione del sogno, affinché la diade analitica si cali in ciò che è accaduto di notte?

- Seguendo l’insegnamento di Jung, l’analista può ricercare set capaci di ricondurre l’analizzando in una dimensione quanto più possibile prossima al sogno sognato e recarsi egli stesso in quei luoghi?

- Questo set può travalicare il comune veicolo lessicale-sintattico, facendo quindi ricorso a oggetti reali, al manipolare la sabbia, allo sceneggiare su un piccolo palcoscenico quanto è stato sognato?

- Principalmente, come cambia l’ascolto analitico (del terapeuta e dell’analizzando), se viene spiazzato dalla teatralizzazione del sogno, specie in gruppo?

Credo sia possibile ipotizzare che l’immagine metaforica del sogno, raffigurata e oggettivata con il Gioco della Sabbia, venga resa astratta e concreta allo stesso tempo, permetta di trascendere il conflitto fra materia e psiche e, non aderendo del tutto né alla fantasia né alla realtà, offra la possibilità di una nuova sintesi. Questa nuova sintesi, visibile nella concretezza di un’immagine onirica raffigurata, rafforza il superamento del conflitto materia-psiche, fantasia-realtà, stimolando la coscienza al superamento dell’unilateralità.

Il termine gruppo rinvia a due significati: il nodo, dal germanico kruppa (matassa arrotolata) e il tondo, da groupe e croupe.

Il gruppo, dunque, da un lato si configura come un fitto intreccio di individui, una coesione tra membri, un groviglio, un nodo appunto, dall’altro il riferimento etimologico al tondo, e quindi al cerchio, indica la possibilità della circolazione dei pensieri e delle fantasie.

La situazione di gruppo implica il coinvolgimento di più soggetti, ognuno con le proprie particolarità.

Inoltre, sul piano dei vari livelli d’analisi accade che;

- diventa osservabile una pluralità di fenomeni appartenenti ad aree diverse;

- sono sul palcoscenico: l’individuale e il sociale, la storia famigliare di ciascuno riattualizzata nel transfert, le appartenenze istituzionali, le caratteristiche biologiche e culturali, il corpo con le sue potenzialità espressive, il linguaggio verbale, la drammatizzazione e il racconto.

Informazioni sul corso

  • Durata: 3 ore
  • Numero massimo di partecipanti: 25

Angelo Malinconico: Psichiatra, Criminologo, Psicologo Analista dell’International Association Analytical Psychology, con funzione didattica dell’Associazione Italiana di Psicologia Analitica e di altre 4 Scuole. Già Direttore del Dipartimento unico regionale del Molise Salute Mentale e Dipendenze. Formatore e supervisore di operatori della salute mentale pubblica e privata in varie regioni italiane. Analista supervisore di Istituzioni psicoanalitiche. Professore incaricato di Psicologia Dinamica presso la Facoltà di Scienze e Tecniche Psicologiche dell’Unimol. E’ stato Professore incaricato di Psichiatria presso l’Università Cattolica di Campobasso per circa 15 anni. Past-president dell’AIRSaM (Associazione Italiana Residenze per la Salute Mentale) di cui è componente il direttivo fin dalla fondazione. Membro del LAI (Laboratorio Analitico della Immagini), di cui è stato per molti anni vice-presidente e segretario. Membro del Collegio Nazionale Direttori Dipartimenti Salute Mentale. Componente la direzione della Rivista di Psicologia Analitica. Autore di circa 120 articoli e di 20 volumi, tra i quali i più importanti:

Per Astrolabio-Ubaldini (Roma), Compagni di viaggio. Storie di schizofrenici e di uno psichiatra-analista.

Per Astrolabio-Ubaldini (Roma), con N. Malorni, Il Gioco della Sabbia, la ricerca infinibile, 2020.

Per Edizioni Mimesis, (Milano), con S. Tagliagambe: Tempo e sincronicità, 2018.

Per Moretti e Vitali, (Bergamo), con S. Tagliagambe: Jung e il Libro Rosso: Il Sé e il sacrificio dell’Io, 2014.

Per Cortina Editore, (Milano), con S. Tagliagambe: Pauli e Jung, un confronto su materia e psiche, 2011.

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